domenica 27 luglio 2008

Libero

Libero di Fabrizio Moro

Mi domando perché quando vivi aspettando
un giorno passa lentamente come fosse un anno
Mi domando perché non sono nato nel 50
Avrei saputo cosa fare io negli anni 70
Mi domando se sei mia oppure fai finta
E se alla fine dei fatti essere onesti conta
Mi domando se la storia è stata scritta dagli eroi
O da qualcuno che pensava solamente ai cazzi suoi
Mi domando perché mi fa schifo la mia faccia
A volte si e a volte no
Perché a volte voglio avere solo quello che non ho
Mi domando soltanto perché
Gesù Cristo è morto in croce per me

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane

Mi domando perché pensare troppo mi turba
E se una volta almeno mio padre ha fumato l’erba
Mi domando se avrò un figlio
E se mio figlio mi odierà
Perché purtroppo si odia
Chi troppo amore ci da
Mi domando se la mia è una vita felice
E so rispondere solo che mi piace

Voglio sentirmi libero da questa onda
Libero dalla convinzione che la terra è tonda
Libero libero davvero non per fare il duro
Libero libero dalla paura del futuro
Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane

Libero perché ognuno è libero di andare
Libero da una storia che è finita male
E da uomo libero ricominciare
Perché la libertà è sacra come il pane
E’ sacra come il pane


L'ho sentita anche in un concerto in piazza, mi piace molto.
Io credo che fisicamente nessuno sia libero.
Siamo incatenati ad un corpo che a volte ci accompagna e a volte no, ma la cosa peggiore è che non siamo liberi nella mente.
Frustrazioni, progetti, preoccupazioni, ansie, date da rispettare, pagamenti da fare, figli a cui pensare, lavoro...poco spazio per noi.
Eppure ogni tanto come in un lampo la sogno la libertà.
Mi rifiuto di credere che arriverò al giorno della mia morte facendo cose delle quali me ne frega pochissimo.
Nella mia mente cerco sempre di sentirmi libera e spero di insegnare a Marianna il rispetto per la sua indole.
Libertà di pensare e agire col solo fine di assaporare un po' di felicità.

Al concerto sembravo poco più che una quindicenne...mamma mia che ridere!

lunedì 30 giugno 2008

Luce e la Luna

Per la mia adorata bambina ho scritto una favola,
a lei è piaciuta...per fortuna!


Tanto, tanto tempo fa,
all'inizio della Storia del mondo la notte non esisteva, ininterrottamente ogni cosa era illuminata dai caldi raggi del Sole, nessuno dormiva e la Natura era rigogliosa.
Col passare degli anni però il Sole si sentiva ogni giorno più stanco e più solo.
La Natura temeva per la sua salute, lo vedeva sempre più pallido e sempre più triste e decise di mettergli accanto qualcuno in grado di rinvigorirlo.
Un bel giorno da un Fiore giallo nacque una fanciulla dalle guance paffute, con i capelli pieni di riccioli, un sorriso dolce e due occhi grandi e neri come olive.
Il Fiore giallo la chiamò Luce e le affidò un gravoso compito : doveva fare compagnia al Sole in modo tale da tenerlo sempre sveglio perchè qualora si fosse annoiato troppo si sarebbe spento e tutto il creato sarebbe sprofondato in un baratro oscuro.
Luce era piena di vita e in poco tempo riportò il Sole al suo splendore originario.
Passavano insieme tutte le giornate raccontandosi storie, osservando il mondo e affezionandosi l'uno all'altra. Il Sole amava la sua compagnia, sentiva di non poter più vivere senza di lei.
Il Tempo passava e Luce cominciava a sentire la fatica.
Ogni tanto i suoi occhi desideravano chiudersi e non capiva il perchè.
Ne parlò al Fiore giallo temendo di essersi ammalata ma il Fiore pur mostrandosi pensieroso non le disse nulla.
Il Fiore si consultò con la Natura. Erano preoccupati, era la prima volta che si occupavano di una fanciulla e non sapevano cosa fare. Osservavano da lontano la malinconica Luce, la nutrivano con i cibi più nutrienti, ma la ragazza appariva sempre più strana, i suoi occhi erano pesanti.
Un giorno Luce non ce la fece più, si nascose in una piccola grotta e chiuse gli occhi.
Il Sole era disperato, non riusciva a vedere la sua amata Luce, interrogava tutti gli esseri viventi sperando di avere sue notizie ma nessuno l'aveva vista.
Contro il volere della Natura il Sole si fece piccolo piccolo come la fiamma di una candela e si precipitò sulla terra.
Quella piccola fiammella era l'ultimo barlume di luce che illuminava il Creato e vagava in cerca della sua ragione di vita.
Tutti cercavano la fanciulla dai capelli riccioli e finalmente una formica disse di averla vista accasciata in una grotta.
Il Sole stava quasi per spegnersi ma con le sue ultime forze si diresse verso Luce.
Non appena la vide si emozionò e dai suoi invisibili occhi scese una lacrima.
Erano tutti lì intorno che guardavano l'accaduto con commozione.
Ad un certo punto quella lacrima diventò sempre più grande, tanto grande da doversi allontanare fino ad arrivare in cielo.
Il Buio non stava inghiottendo la Natura come tutti temevano, ma nel buio nasceva una nuova creatura grande e bianca.
Si chiamava Luna ed era nata dall'amore del Sole per la sua piccola Luce.
Disse di avere il compito di portare riposo a tutto il mondo e con il Sole strinse un accordo: da quel giorno in poi il Sole avrebbe illuminato il mondo per gran parte della giornata ma ad un certo momento si sarebbe fatto piccolo lasciando il posto alla Luna.
Così ogni sera il Sole riposava accanto alla amata Luce vegliando sul suo dolce Sonno.

lunedì 2 giugno 2008

Mamma nunzia


Scusate se è poco...ma questa meraviglia sarei proprio io!