giovedì 29 gennaio 2009

Se dovessi spiegarle cosa è il male, non credo ci riuscirei.


Nuvole all'orizzonte, sta per piovere, potrei trovare riparo o potrei inzupparmi gli abiti e svegliarmi con la febbre. Potrei scivolare sul marciapiede bagnato, potrei avere l'ombrello in borsa e potrei perdermi tra le gocce d'acqua.

Caso, fortuna, destino, è fuori dalla porta di casa, si nasconde dietro un lieto evento, aspetta di vedermi felice, serena; è buio, è nero, è forte.

E' triste, non credo si possa fermare.

Tutto si può accettare, siamo in grado di indossare qualunque abito, ma le ferite restano, non si vedono, ma sono lì, bruciano.

Da dove viene, che scopo ha, "ma che ne so".

No, non siamo immortali, potremmo non essere, siamo attimo, siamo nulla.
"Vivi ogni giorno come se fosse l'ultimo"...ma che vuol dire, ma siamo pazzi.
Io non voglio vivere pensando di non poterlo più fare, la paura dell'ultimo giorno non è gestibile.

Se guardo indietro divento una statua di sale, se guardo avanti ho paura del buio.

Lo vedo comparire nelle vite delle persone che amo, nella vita delle persono che conosco, si insinua tra le pieghe della serenità della brava gente, si annida nei sogni d'amore.

Se fossi io la padrona non lo permetterei e mi domando "qua chi comanda"?
E' l'anarchia e noi siamo in balia del caso?

No, non le dirò nulla, dirò che c'è il bene e che esso combatte per noi.
Ci crederà.

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